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September 13 Ma la serietà?E' stato difficile per me chiedere aiuto. Molto difficile riconoscere di averne bisogno. Ancora adesso non ne sono così sicura. Ancora adesso penso che forse potrei farcela con le mie forze: dipende tutto dalla mia volontà e il solo motivo per cui non si risolve tutto è che probabilmente non voglio.
Ma l'ho fatto!
Da tempo due persone sapevano della mia situazione. Lo avevo detto io. Lo avevo detto alle uniche persone che sapevo non avrebbero fatto nulla per cercare di aiutarmi; lo sapevo e parlando con loro mi sono messa la coscienza a posto e allo stesso tempo non avevo cambiato nulla. Poi ho deciso che volevo risolverla davvero.
Inizialmente ho parlato con una amica; o meglio: ha parlato lei. Ci conoscevamo da pochissimo, siamo uscite a prendere un aperitivo, si è messa a parlare e mi ha fatto sentire subito a mio agio. Mi sono aperta con lei ed è stato come se ci confidassimo da una vita; lei parlava parlava e da quello che dicava sembrava che lei sapesse già ciò che le stavo per raccontare. Lei mi capiva veramente o forse mi leggeva dentro. E' stata una liberazione per me. Un'esperienza singolare in cui si è creato un legame profondo tra di noi. Anche se mi è servito più tempo per abbassare la guardia e sentirmi di parlare liberamente con lei a 360 gradi.
Sono passati alcuni mesi, in cui lei mi è stata sempre molto vicina, poi con il suo aiuto ho capito di sentire il bisogno di venire a capo della mia situazione.
Ho iniziato ad eliminare dalla mia vita tutto ciò che mi causava tensioni e mi faceva sentire male... Più o meno lentamente mi sono allontanata dalla pallacanestro e da quelle persone che sapevano e facevano finta di nulla. Ho iniziato a correre in Cittadella, poi una crisi d'asma, un'altra e anche la corsetta dopo il lavoro è stata classificata come causa di tensione. Mi limitavo a fare lunghe passeggiate per le vie del centro, tra un bar e l'altro a fare aperitivi, ma anche i grandi gruppi di persone che si formavano mi davano una certa insicurezza ed ora all'aperitivo temo sempre che saremo in troppi e cerco di evitare quelli più "a rischio"... Ho iniziato ad autolimitarmi alla disperata ricerca di un pò di libertà....paradossale, no?
Mi sono confidata da prima con il mio ragazzo, poi in famiglia, lasciando in tutti un pò di incredulità, misto preoccupazione, misto paura... Le reazioni sono state le più svariate...
Poi, cosa non semplice, sempre con l'auito di quella persona speciale, mi sono messa in contatto con un centro che risolve le situazioni come le mie... Un colloquio a fine luglio; difficilissimo descrivere l'ansia che mi dava quell'appuntamento... Andato, donna simpatica, disponibile a qualunque ora del giorno e della notte, mi richiamerà lei a breve...
L'ho chiamata io dopo alcuni giorni; mi dice che mi richiamerà l'indomani...I giorni passano e non si fa più sentire; non risponde alle telefonate o le rifiuta direttamente... La incontro in giro,ma finge di non vedermi...ed io sono una che si nota... La richiamo e finalmente un lunedì risponde... mi farà richiamare il mercoledì... niente... sono passati più di venti giorni da quel lunedì...i gruppi di aiuto sono già iniziati e lei non mi ha più fatto sapere nulla... SCARICATA!
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